Motovacanza 2009 Provenza e Camargue 05/07/2009-17/07/2009 |
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“LLa 6^ Motovacanza “Insieme verso il Rally”, come sempre voluta dalla CNT ed organizzata dal motoclub MBC Touring, prende il via da Motta di Costigliole d’Asti, preceduta al sabato sera da una suntuosa cena, grazie agli amici del motoclub di Costigliole che ci hanno saputo indicare il posto giusto.
Prima tappa a Grenoble, raggiunta con la statale del Monginevro che ci fa gustare il piacere dei passi alpini, superando i 1800 mt; lunedi la giornata è dedicata al tour del Vercors, sulla statale 352 arriviamo, fra boschi e curve ben raccordate, a Pont-en-Royans, caratteristico paesino incassato all’inizio delle gole della Boume, dove, non disponendo di molto spazio in piano, le case sono spesso appese a sbalzo sulla roccia, da qui parte una strada panoramica, tutta scavata nella roccia, che percorre a mezza costa tutte le gole, offrendo lo spettacolo dello pareti a strapiombo sotto e sopra di noi, poi la strada ed il panorama si allargano sui monti del Vercors, attraversando le varie stazioni sciistiche per scendere quindi rapidamente verso Sassenage, dove visitiamo il castello (pomposamente definito una piccola Versaille) e Grenoble.
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Martedi, cercando di evitare le autostrade, raggiungiamo prima Thiers, famosa per i suoi coltelli, dove troviamo un orologio ad acqua con un complicatissimo carillon, poi Perignat-les-Sarlieve, che ricorderemo per l’ottima cena, culminata in un tripudio di dolci a volontà; al mattino si riparte per Sarlat, tutte piacevoli strade provinciali di montagna che ci portano ad Ussels, con il suo hotel de Ventadour del ‘500, e a La Bittarelle con le vicine Cascate del Gimel, belle da vedere ma assai faticose da raggiungere (ovviamente a piedi), quindi, finalmente Sarlat, una vera perla di cittadina medioevale, completamente invasa da artisti di strada che si esibiscono in ogni angolo, oltre, ovviamente che da turisti estasiati.
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Qui facciamo tappa per 4 notti, dedicando ogni giorno a gite di 100-150 km; la prima ci porta a Souillac, definita, forse esageratamente, la perla del Quercy, e a Rocamadour, questa si una vera perla, la città medioevale, che ricorda molto San Marino, è costituita da una strada con due file di case, addossata ad un alto costone roccioso, a metà altezza di questo, raggiungibile con scale o, più comodamente, in ascensore, la città religiosa, costituita da una lunga teoria di chiese, palazzi vescovili, cappelle e cripte, in parte scavate nella roccia; sulla cima del costone, anche qui scale o, meglio, ascensore, il castello che difendeva il tutto, la somiglianza con San Marino non si limita all’epoca delle costruzioni (rigorosamente proibite nuove edificazioni) o alla teoria ininterrotta di negozietti di souvenir, anche qui ti fanno pagare persino l’aria che respiri.
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Il secondo giro ci porta alla grotta preistorica di Lascaux, la più affrescata del mondo, che però delude perché è chiusa al pubblico e ti portano, a pagamento, in una ricostruzione in cemento e resina con la riproduzione di alcuni dei principali graffiti, effettivamente stupefacenti per l’abilità pittorica usata, molto più affascinante la Roque St-Cristophe, una parete verticale con un taglio orizzontale dove, dalla preistoria al medioevo, ininterrottamente si sono stabiliti gli uomini che, sfruttando la particolare posizione, l’hanno resa una fortezza inespugnabile; poi il clou della vacanza, la gita al Gouffre de Padirac, una voragine circolare di 35 mt di diametro che sprofonda di oltre 100 mt, sul fondo erba ed alberi come se fossero in superficie, dal fondo si accede ad una serie di grotte che si inoltrano per 29 km nella terra, percorse da un fiume sotterraneo, noi ne risaliremo un tratto in barca per raggiungere la Salle du Grande Dome, una colossale caverna alta 91 mt, dove ci aggireremo meravigliati fra stalattiti gigantesche e pittoreschi laghetti, un viaggio nelle illustrazioni del Dorè per l’inferno dantesco, anche se il traghettatore non è Caron Dimonio, ma una simpatica ragazza, va da sé che si deve portare la moneta per pagarsi la traversata di questo Stige.
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Con rimpianto lasciamo Sarlat per raggiungere Nimes, città che, grazie ad un Colosseo ed una villa romana, viene definita la Roma di Francia (ragazzi non scherziamo!!!); veniamo accolti da un grandioso spettacolo di fuochi d’artificio, poi abbiamo scoperto che non erano per noi ma per la festa del 14 luglio, tant’è li abbiamo graditi lo stesso. Le nostre moto ci implorano per un giorno di ferie e noi le accontentiamo organizzandoci per il giro del parco della Camargue con un pullman a noleggio (tranne Fabio e Ivana che, insensibili all’urlo di dolore della loro BMW, lo fanno in moto), così alterniamo la visita a Sainte-Maries-de-la-Mer, con la chiesa fortificata del 1100 dove si venera Sara, protettrice dei gitani, e Aigues Mortes, la città fortificata del ‘200 costruita come base di partenza per le crociate, alla vista delle saline, la visita ai laghetti dove si posano gli aironi rosa e cinerini e le fotografie ai nidi di cicogne; ovunque pascolano tori e cavalli bianchi, caratteristici della zona, gli uni e gli altri utilizzati nelle corride, qui di moda più che in Spagna.
Il martedi, con le moto fresche e riposate, è dedicato alla visita della vicina Avignone, nel ‘300 sede Papale, impressionante il palazzo dei Papi ed il ponte di Bénézet, di fine 1100, da cui si ammira sia Avignone che, sull’altra sponda del Rodano, le fortificazioni di Villeneuve les Avignon; in città era poi in corso l’annuale festival del Teatro, per cui tutte le strade erano piene di artisti di strada che si esibivano ovunque.
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Da Nimes ci rimettiamo in marcia per Venasque, paesino arroccato su un cocuzzolo con un battistero del secolo VII, quindi l’Abbazia di Sénanque, circondata dai campi di lavanda, una breve sosta a Lourmarin, per un boccone ed uno sguardo al castello, ed arriviamo a Draguignan; da qui, l’indomani, partiamo per il giro delle Gorges du Verdon, duecento km di spettacolo mozzafiato su questi canyon a strapiombo, visti, percorrendo piacevoli strade ricche di curve, dall’alto, dal basso, a mezza costa, un capolavoro della natura che sembra concepito proprio per noi motociclisti.
Infine la cena finale, un po’ di rimpianto per la vacanza giunta alla fine, l’applauso a Marco per il suo compleanno e a Luca, Gianna, Maurizio e Serena che ricevono la Medaglia Fedeltà per aver raggiunto le 5 motovacanze e anche a Mario, per aver tratto dalle borse una bottiglia di wisky, quanto ai rimpianti ci si consola pensando già alla motovacanza del 2010.